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La maledizione dell'Utopia
#1
Prologo:

All’origine dei tempi, quando non esisteva il concetto di tempo e lo spazio non era altro che una vacua distesa oscura, due giganti d’energia presero vita.
Una lunga e feroce battaglia ebbe inizio tra i due.
L’acerbo tessuto spaziale diventò il terreno su cui poggiavano, la sostanza con cui erano composti divennero le loro armi e lo spazio vuoto fu lo sfondo adatto per quel futile scontro.
Man mano che i due si ferirono, le loro sostanze iniziarono a spargersi in tutto l’universo, riempiendolo dei motori che avrebbero messo in moto la vita in quel luogo così vuoto e buio.
Come iniziò la dolce e confusionaria danza della vita, terminò il violento e insensato ballo della battaglia.
I due esseri, che prima del conflitto erano giganteschi, rimasero con una piccola forma umanoide e, con l’apparente insensatezza con cui iniziarono a combattere, smisero anche di farlo.
Con il loro aiuto, la vita si evolse fino a creare dei veri e propri esseri senzienti.
Essi iniziarono a stabilire profondi legami reciproci, vivendo, così, un periodo di pace e prosperità.
Tutti amavano quel mondo, tutti avevano una persona cara a cui tenevano, tutti si consideravano fratelli di pari diritti e doveri.
Eppure un giorno arrivò il primo conflitto. Di conseguenza se ne crearono altri, portando queste creature a spezzare i propri legami con atroce violenza.
Diversi cicli di distruzione e creazione si susseguirono creando una spirale di eventi che noi definiremmo Destino… o forse era esso stesso ad aver generato quegli accadimenti? Neanche adesso saprei dirlo.
Un giorno fatidico, però, qualcuno riuscì a spezzare le catene di questo “Destino”.
Fu la prima vera e propria alterazione presente nel nostro mondo che, abituato a percorrere una strada di statiche certezze, dovette adattarsi al feroce turbinìo del cambiamento.
In tal modo venne creata la terra in cui abbiamo scoperto la bellezza e la mostruosità di ciò che definivamo vita: Ordinem.
Qui avrà luogo la storia che vi racconterò.
Vi avviso, cari esseri umani: questo racconto è una bilancia di lieti eventi e di... meno felici, per usare un eufemismo.
Preparatevi, se volete continuare a leggere, ad assimilare le gesta di una persona che per i più fu un demone tra i peggiori esistenti, ma per gli oppressi risultò un eroe tra i migliori in vita.


Lista capitoli:

Capitolo 1

Capitolo 1(Re-Made)


Vi ringrazio per aver avuto la pazienza di leggere fin qui. So che il prologo è un po lungo, ma non trovavo un modo migliore per introdurvi al mio racconto.
Spero vi possa piacere come storia e mi auguro abbiate voglia di esprimere la vostra opinione o darmi anche consigli.


 
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#2
Ciao Lost 0/ Per cominciare, benvenuto e buona fortuna Big Grin Era un po' che speravo in un nuovo scrittore ^^

Allora, ho dato un occhio al prologo e letto il primo capitolo e... beh, sinceramente sono un po' confuso. Da un lato sembra che tu abbia le capacità per scrivere, dall'altra il testo è difficile da leggere.

Hai messo una pomposità e una carica anche alle scene meno utili che rendono il tutto montato, costruito e a volte quasi grottesco. In giro qua e là ci sono anche errori, ma quelli sono secondo me un problema secondario.

Per cominciare: il prologo. Se fossi in te, per prima cosa metterei una roba da 3-4 righe con la trama, in modo tale che quando inizio a leggere so a cosa sto andando incontro, perché così non è troppo chiaro. Almeno per capire di cosa parlerà la novel vagamente, di che genere si tratta o cose così. Poi metterei il prologo in un mini capitolo a sé e via.

Il primo capitolo: sinceramente ho faticato meno a leggere articoli scientifici tecnici che a finire queste dieci pagine. Usi le anastrofi come se fossero caramelle, ogni cosa ha in genere almeno DUE aggettivi (è stancante leggere in continuazione "rosso e verde era X, mentre un grande e tondo Y si avvicinava alla salata e corrosa Z"). Per non parlare comunque della forma generale, che risulta macchinosa e pesante da leggere, difficilissima da seguire, arcaica e piena di termini aulici superflui. Sembra più un tuo esercizio di stile che qualcosa che vorresti che qualcuno leggesse. Anche l'utilizzo continuo di "Ella" ed "Egli" l'ho trovato a tratti fastidioso.

A livello invece di "trama": parli di un "bambino" (diciamo 0-8 anni), ma a un certo punto lo chiami pure "ragazzo" (che potremmo definire 10-18+ anni). Inizialmente mi immaginavo un neonato, poi un ragazzo, poi un misto dei due e non ho minimamente capito con chi avevo a che fare. Il primo capitolo ha un passo lento a causa di un sacco di parti superficiali che non regalano nulla se non la voglia di iniziare a leggere una riga ogni quattro. "Centosettanta centimetri" è terribile come scelta. Usi sei righe per descrivere Evab senza che la cosa sia interessante in qualche modo, avrei preferito un solo elemento o due davvero peculiari lasciando perdere il resto. Per nove pagine c'è un continuo "struggersi" e lamentarsi delle stesse cose da parte del protagonista, che a mio avviso ho trovato un'esagerazione, sempre un po' sulla linea dell'esercizio di stile ("Il bambino era stretto tra due sensazioni opposte. L’analgesica felicità, data dalle continue dimostrazioni di spontanea gentilezza di Eva, e il profondo fastidio corporeo, dato da quell’opprimente abbraccio."). Dopo un po' diventa a metà tra "Oh, ancora, ok ho capito, sei triste." e "Sì ma giovane calmati un pelo e non farla così tragica".
Anche Eva che a un certo punto si ferma e "Raccontò dei suoi rapporti sociali coi vicini, elencandone le abitudini e caratteristiche che li contraddistinguevano. Insomma, si stava divertendo come una bambina": stesso discorso di prima sul modo di esprimersi, senza contare che in più non capisco se Eva sia una popolana, una nobile politica di fine 800 o semplicemente pazza. Per quanto trovo insensato che una tizia inizi a parlare così di quella roba, un "Spettegolò dei suoi vicini e di come scorreva la vita nel quartiere" senza tirare in ballo "abitudini e caratteristiche" e "rapporti sociali". Che poi, tutta questa roba io la leggo e mi dico "ok e quindi?", se avessi saltato quelle righe sarei arrivato direttamente alla parte interessante senza sorbirmi Eva e le sue idee. Sempre che non tu non volessi darle un'aura di problemi mentali e stranezza.

Per non parlare del fatto che di 10 pagine ci sono solo due o tre spunti e una manciata di righe finali interessanti, il resto è puramente superfluo e, ti assicuro, davvero noioso. Non c'è nulla per quanto riguarda il mondo, non c'è nulla su un sistema (c'è un sistema? O.o), non si sa nulla dei personaggi (uno è un bambino di cui non si sa nulla, nemmeno vagamente se sia un neonato o un giovane adulto, l'altra si chiama Eva, ha un marito e sa cucinare uno stufato (in tempi record oltretutto, un superpotere nond a poco)). Tutto questo in 10 pagine. 

Ah già il bambino tocca roba per una pagina (wow) e sorpattutto legge 500 pagine in 30 minuti. Quest'ultima da come è scritto sembra una roba normalissima, quindi non si capisce se tu non hai dato peso alla cosa o pensi sia possibile che sia possibile. (propenso per la prima, ma allora avrei fatto notare la spettacolarità in qualche modo)

Il narratore, che sembra non essere mai presente, a un certo punto parla de "il nostro protagonista", come se fosse una storia narrata. Peccato che in tutto il resto del capitolo non c'è la minima indicazione che sia così.

In generale ho idee abbastanza contrastanti su quest'opera. Da un lato sembra che tu abbia una buona capacità (ci sono un paio di scene ben descritte, con il giusto passo e interessanti non da poco), dall'altro sembra che tu stia tentando di mostrare qualcosa, esagerando terribilmente, e portando il tutto a un certo livello di cringe a volte. Sinceramente io abbasserei il tutto, dimezzerei la lunghezza del capitolo e lo renderei di gran lunga più scorrevole.

Note finali più o meno puntigliose/superflue:
1. Dato che esiste il carattere "È", sinceramente lo userei, dato che volente o nolente E' è cosinderato errore.
2. Userei i paragrafi spaziati, come fanno tutte le web novel, che già aiuterebbero un minimo a leggere.
3. Caricarli con un link a google drive in formato pdf sarebbe più comodo, ma è una preferenza completamente mia.
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#3
Ciao Khaos. 
Prima di tutto volevo ringraziarti per la tua opinione: mi è sempre utile avere un punto di vista diverso dal mio.
Sugli aggettivi e sui miei sproloqui, vorrei precisare che li ho messi per dare un idea specifica di certe caratteristiche  dei personaggi, però, se risulta pesante come mi dici, sicuramente penserò a snellirli senza far perdere il significato delle loro azioni/sensazioni.
Per quanto riguarda la nebulosità della trama, in questi miei capitoli introduttivi è voluto che sia così. Non voglio spiegare troppo sul mondo in cui è ambientato o sui sistemi( avranno spazio abbondante in futuro), ma concentrarmi su determinate caratteristiche di Felix e il rapporto che si creerà con Eva.
Quando mi dici "A livello invece di "trama": parli di un "bambino" (diciamo 0-8 anni), ma a un certo punto lo chiami pure "ragazzo" (che potremmo definire 10-18+ anni)", io vorrei precisare che ho utilizzato il termine ragazzino per Felix, non ragazzo.  Più che altro non volevo ripetere sempre bambino o "egli", risultando stucchevole a lungo, quindi ho cercato di trovare un sinonimo che potesse dare quell'idea.
Per l'appunto, mi dici che i troppi egli e ella sono fastidiosi, che consiglio potresti dare per evitarne la ripetizione?
Ultima cosa: la descrizione dell'ambiente e l'interazione del personaggio con esso, come ti sembra? Può andare bene o manca qualcosa?

P.S: Che Eva risulti Cringe è naturale, questa era la mia intenzione quando l'ho descritta. Se è troppo pesante, cerco di alleggerire un po', anche se la sua semplicità caratteriale non posso proprio toglierla. 
Dici che anche Felix, nelle riflessioni che faccio sulle sue sensazioni, possa risultare Cringe? E perchè?

Grazie ancora per i tuoi consigli.
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#4
Citazione:Sugli aggettivi e sui miei sproloqui, vorrei precisare che li ho messi per dare un idea specifica di certe caratteristiche  dei personaggi, però, se risulta pesante come mi dici, sicuramente penserò a snellirli senza far perdere il significato delle loro azioni/sensazioni.
Sono sicuro che non ci siano problemi nel mantenere il significato rendendo più scorrevole il tutto Smile  Attualmente hai in mano un mattone un po' arzigogolato, ma "abbassare il tono" penso sia abbastanza semplice c:

  
Citazione:Per quanto riguarda la nebulosità della trama, in questi miei capitoli introduttivi è voluto che sia così. Non voglio spiegare troppo sul mondo in cui è ambientato o sui sistemi( avranno spazio abbondante in futuro), ma concentrarmi su determinate caratteristiche di Felix e il rapporto che si creerà con Eva.

Per quanto mi riguarda, sappi che lo capisco benissimo, ma che comunque a suo tempo ricevetti non poche critiche sulla cosa. Penso che comunque senza informazioni non c'è interesse. Per capirci, se il tuo sistema (così come il world building e la trama) fosse da 100 punti, e nel primo capitolo se ne vedono 10, io sono spinto ad andare avanti per vedere gli altri 90 perché posso già immaginarmi qualcosa, sono intrigato etc. Se invece nel capitolo ce ne sono zero, beh, non ho interesse nell'andare avanti, non so nemmeno se ci sarà della trama/sistema/world building.
Credo che bisogna sempre lasciare qualche briciola qua e là, per poi avere capitoli dedicati ovviamente, soprattutto all'inizio. Se hai un capitolo vuoto, ed è il 180, allora non è troppo grave, ma i primi sono fondamentali: se ci si annoia o non si trova interesse già dai primi 2-3 capitoli, il lettore non continuerà (considerando un mondo dove esistono altre 500 novel a disposizione).
Citazione:Quando mi dici "A livello invece di "trama": parli di un "bambino" (diciamo 0-8 anni), ma a un certo punto lo chiami pure "ragazzo" (che potremmo definire 10-18+ anni)", io vorrei precisare che ho utilizzato il termine ragazzino per Felix, non ragazzo.

Il punto in realtà qui è che non mi è chiaro chi sia il protagonista. Un bambino di 4 anni non lo chiameresti ragazzino. A volte Felix si comporta come un neonato, ma altre volte pensa e parla come un adulto, altre volte piagnucola come un ragazzino. Anche solo una scena dal punto di vista di Eva che mi inquadrasse un minimo di cosa stiamo parlando sarebbe comodo: è un neonato di trenta centimetri? Un bambino di otto-nove anni? Un ragazzino di undici?
Citazione:Per l'appunto, mi dici che i troppi egli e ella sono fastidiosi, che consiglio potresti dare per evitarne la ripetizione?

Tolto il fatto che "ella" ormai non si usa da nessuna parte e io lo toglierei di botto (da l'idea di un romanzo di formazione di fine ottocento), esistono cose come "lui", "lei", "Felix", "Eva", "La donna". Spesso nelle tue frasi non sarebbe nemmeno necessario un soggetto dato che è implicito e chiaro nel contesto.
Citazione:Ultima cosa: la descrizione dell'ambiente e l'interazione del personaggio con esso, come ti sembra? Può andare bene o manca qualcosa?

In generale penso di aver intuito quello che tu voglia intendere con il comportamento di Felix etc, però, secondo me, dovresti palesarlo di più: messa così non ha il sapore del "mistero misterioso" e a volte risulta quasi assurdo perché si comporta come se fosse "normale" per lui. Non so, mi risulta a volte che si comporti in maniera strana o innaturale ma non nel modo in cui dovrebbe essere innaturale una reincarnazione.
Alcuni comportamenti tra i due sono un po' strani, tipo il fatto che lei inizi a parlare a caso dei vicini e che l'altro la stia a sentire senza nessun espressione o pensiero al riguardo.
In generale comunque tra i due mi sembra che le cose funzionino anche se sono molto intervallate e interrotte dai ripetuti pianti di felix. Più che altro è difficile valutare dato che il modo in cui è scritto assorbe il 90% della mia attenzione (mi spiace ma non mi piace proprio).

Citazione:Che Eva risulti Cringe è naturale, questa era la mia intenzione quando l'ho descritta. Se è troppo pesante, cerco di alleggerire un po', anche se la sua semplicità caratteriale non posso proprio toglierla. 

Dici che anche Felix, nelle riflessioni che faccio sulle sue sensazioni, possa risultare Cringe? E perchè?


Se quello era l'obiettivo, beh Eva ci è andata abbastanza vicino, e comunque tra i due penso che sia il personaggio più interessante.
Per Felix penso (impressione mia) che sia "strano" perché è una continua esagerazione di cose ripetute più e più volte. Descrivi tre volte almeno come si senta inadatto nel suo nuovo corpo, ma ogni volta sembra di leggere un trattato filosofico medievale, per poi dire che "si sentiva strano, il suo corpo era debole". Non so, mi dava l'idea che si volesse trasmettere un senso di debolezza, invece a me ha trasmesso noia, nervoso e, appunto, un po' di cringe per la scelta di alcuni termini che nemmeno la divina commedia.
In ogni caso, è difficile valutare da un solo capitolo (per quanto lungo O.o) quindi penso che ci sarà da aspettarne altri 2 o 3.
Il punto focale secondo me è che devi abbassare il registro e inserire un po' di trama e già secondo me ci potrebbe essere un salto. Se il secondo capitolo sono altre 8 pagine di nulla, misto acqua, misto stufato, misto lamentele sul letto, beh io ci farei un pensierino sul riadattarlo ù.ù
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#5
A quandola ri edizione e/o il nuovo cap? ^^
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#6
positivamente impressionato dal prologo ho letto il capitolo.

Non ti nascondo che alcuni passaggi mi hanno fatto venire i brividi. Ho gradito le atmosfere oscure, il tuo aver inserito il concetto di "nomen omen" e il contrasto tra mondo reale ed eterico.

Leggerò il seguito senza ombra di dubbio ^^
S A T O R
A R E P O
T E N E T
O P E R A
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ಠ_ಠ (╥_╥) ٩(^ᴗ^)۶ ʘᴗʘ✿ ಥ‿ಥ ʘ‿ʘ (●__●) ;-;
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#7
(07-16-2020, 12:55 AM)SpadaccinoNero Ha scritto: positivamente impressionato dal prologo ho letto il capitolo.

Non ti nascondo che alcuni passaggi mi hanno fatto venire i brividi. Ho gradito le atmosfere oscure, il tuo aver inserito il concetto di "nomen omen" e il contrasto tra mondo reale ed eterico.

Leggerò il seguito senza ombra di dubbio ^^

Grazie.  Smile
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#8
(07-10-2020, 01:23 PM)KhaosMaker Ha scritto: A quandola ri edizione e/o il nuovo cap? ^^

Appena pubblicata la ri edizione Smile
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#9
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